Festival Musica Sacra Pavia: Tutti i concerti sono ad ingresso gratuito. Per i concerti del 25 e 26 maggio è obbligatorio il ritiro del biglietto (non più di due a persona) presso il Teatro Fraschini a partire dal giorno 18 maggio, tutti i giorni del festival, dalle 11.00 alle 13.00 fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Sabato 25 e domenica 26 maggio - ore 20.45

Duomo di Pavia

 

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

Chor des Bayerischen Rundfunks

Stellario Fagone, Maestro del Coro
Benedetta Torre, soprano, Daniela Barcellona, mezzosoprano
Giovanni Sala, tenore, Gianluca Buratto, basso

 

Giovanni Paisiello
Missa defunctorum
requiem per soli, doppio coro e orchestra

(Edizione critica a cura di Tarcisio Balbo; Ut Orpheus Edizioni, Bologna)

Per la sua conclusione, il Festival torna sotto le volte del Duomo con la direzione di uno dei più grandi musicisti del nostro tempo. Riccardo Muti, che da sempre ha dedicato amorevoli energie alla riscoperta e promozione del grande repertorio del Settecento napoletano, dirige per due serate l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini, da lui stesso fondata, e il Chor des Bayerischen Rundfunks nella grande Missa Defunctorum di Giovanni Paisiello. I cantanti sono i giovani Benedetta Torre e Giovanni Sala, entrambi provenienti dalla Riccardo Muti Opera Academy, insieme a una star riconosciuta come Daniela Barcellona e a Gianluca Buratto, già ascoltato al Festival ma anche nell’Attila inaugurale della stagione scaligera.

Eseguita nella Chiesa della Trinità Maggiore di Napoli nel 1799 in suffragio per Papa Pio VI scomparso pochi mesi prima prigioniero dei Francesi, la Missa Defunctorum è la rielaborazione  di una Messa dedicata dieci anni prima a un ramo di casa Borbone decimato dal vaiolo. La forma diviene molto più ampia, con una Sinfonia iniziale e ben quattro Responsorii finali tra coro, solisti e orchestra. L’attacco improvviso e solenne dell’orchestra, spiega il Maestro, è chiaramente il movimento iniziale di una banda che accompagna una processione nei paesi dell’Italia del Sud (non dimentichiamo che Paisiello è tarantino). Una devozione popolare, un pianto tenero e immediato, che trova però traduzione in forme di estrema complessità, frutto della grande tradizione napoletana e della sapienza di un compositore che diverrà nel 1806 primo direttore del neonato Conservatorio di San Pietro a Majella.