Festival Musica Sacra Pavia: Tutti i concerti sono ad ingresso gratuito. Per i concerti del 25 e 26 maggio è obbligatorio il ritiro del biglietto (non più di due a persona) presso il Teatro Fraschini a partire dal giorno 18 maggio, tutti i giorni del festival, dalle 11.00 alle 13.00 fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Giovedì 23 maggio - ore 20.30

San Michele

 

Coro del Teatro alla Scala e Coro di Voci Bianche dell'Accademia Teatro alla Scala

Marco De Gasperi, Maestro al Coro di Voci Bianche

Francis Poulenc
Litanies à La Vierge Noire per coro femminile e organo

Maurice Duruflé
Requiem op.9 per soli, coro e coro di voci bianche, violoncello, timpani e organo
Marzia Castellini, mezzosoprano
Marco Granata, baritono
Simone Groppo, violoncello

Luciano Chailly
Missa Papae Pauli
versione per coro a 6 voci , campane e organo
Ulisse Trabacchin, organo
Gianni Massimo Arfacchia, percussioni e timpani

 

Il Coro del Teatro alla Scala diretto da Bruno Casoni torna nell’incantevole Basilica di san Michele Maggiore, capolavoro del romanico lombardo, con un programma che attraversa la spiritualità del 900 attraverso tre autori dai linguaggi differenti. 

Litanies à la Vierge Noire è un brano composto da Francis Poulenc nel 1936 per coro femminile tripartito e organo dopo il pellegrinaggio alla Vergine di Rocamadour che segna il suo rientro nel grembo della Chiesa. Ne esiste anche una versione di un decennio successiva con accompagnamento per orchestra d’archi.

Completato nel 1947, il Requiem di Duruflé rielabora materiali tematici della Messa dei morti gregoriana ed è l’unica pagina dell’autore ad essere costantemente rimasta in repertorio.

La Missa Papae Pauli venne composta da Luciano Chailly nel 1964 in onore di Papa Montini, salito al soglio pontificio nel ’63. Questa composizione, a differenza delle altre di quel periodo, non sfrutta il linguaggio seriale della dodecafonia ma una scrittura più libera nel suo fluttuare tra atonalità e politonalità. Tratto distintivo è la sua profonda concentrazione spirituale che sprigiona un’espressività sentita, ma al contempo non esibita e nemmeno compiaciuta, per certi versi dolorosa. La prima esecuzione assoluta si svolse nel 1964 al Foro italico con l’Orchestra della Rai di Roma diretta da Ferruccio Scaglia. Insieme alla prima partitura Luciano Chailly donò a Montini anche il nastro di registrazione Rai.